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schiacciava tutta la natura; il suolo era umido e viscido per la pioggia caduta, e le erbe rianimate effondevano il loro profumo con maggiore energia. Due domestici conducevano Milady, tenendola ciascuno per un braccio; il carnefice veniva dietro, e lord Winter, d'Artagnan, Athos, Porthos e Aramis venivano dietro il carnefice. Planchet e Bazin venivano per ultimi. I due servitori conducevano Milady dal lato del fiume. La sua bocca era muta, ma i suoi occhi parlavano con la loro inesprimibile eloquenza, supplicando a volta a volta ciascuno di coloro ch'essa guardava. Trovandosi qualche passo più avanti del gruppo, essa disse ai domestici: "Mille pistole per ciascuno di voi se proteggete la mia fuga: ma se mi abbandonerete ai vostri padroni, i miei amici, che sono poco lontani di qui, vi faranno pagar cara la mia morte." Grimaud era esitante, Mousqueton tremava in tutte le membra. Athos che aveva sentito la voce di Milady, si avvicinò prontamente e lord Winter lo imitò. "Rimandate indietro questi due servitori" disse "ella ha parlato loro, non sono più sicuri." Furono chiamati Planchet e Bazin, che presero il posto di Grimaud e di Mousqueton. Quando furono arrivati alla riva del fiume, il boia si avvicinò a Milady e le legò mani e piedi. Allora essa ruppe il silenzio per gridare: "Siete dei vili, dei miserabili assassini, vi mettete in dieci per sgozzare una donna; badate, se non sarò soccorsa, sarò, vendicata." "Voi non siete una donna" disse freddamente Athos "non appartenete alla specie umana, siete un demonio fuggito dall'inferno nel quale ci disponiamo a farvi rientrare." "Ah! signori uomini virtuosi!" disse Milady "ricordatevi che colui che toccherà un capello della mia testa sarà anch'egli un assassino." "Il carnefice può uccidere senza essere per ciò un assassino" disse l'uomo dal mantello rosso, battendo la mano sulla sua grande spada" esso non è che l'ultimo giudice: