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Festubert, dove era rimasto il domestico ferito, poi costeggiarono il bosco di Richebourg; arrivati a Herliers, Planchet, che guidava sempre la colonna, voltò a sinistra. Molte volte, lord Winter, Porthos o Aramis avevano tentato di rivolgere la parola all'uomo dal mantello rosso, ma a ogni domanda che gli era stata rivolta, egli si era inchinato senza rispondere. I viaggiatori avevano allora capito che c'era qualche motivo che imponeva allo sconosciuto di serbare il silenzio, e avevano smesso di rivolgergli la parola. D'altra parte l'uragano si avvicinava, i lampi si succedevano rapidamente, il tuono cominciava a rumoreggiare e il vento, precursore della tempesta, soffiava sulla pianura, agitando le piume dei cavalieri. Il gruppo allungò il trotto. Un po' dopo Fromelles, l'uragano scoppiò; furono srotolati i mantelli; rimanevano ancora tre leghe da fare, e furono fatte sotto torrenti di pioggia. D'Artagnan s'era tolto il feltro e non aveva indossato il mantello; egli provava piacere a lasciar scorrere l'acqua sulla sua fronte bruciante e sul suo corpo agitato da brividi di febbre. Non appena i viaggiatori ebbero passato Goskal e quando stavano per arrivare alla posta, un uomo riparato sotto un albero si staccò dal tronco dietro il quale era rimasto confuso nell'oscurità, e si avanzò sino in mezzo alla strada, mettendosi un dito sulle labbra. Athos riconobbe Grimaud. "Che c'è?" domandò d'Artagnan. "Ha forse lasciato Armentières?" Grimaud fece, con la testa, un segno affermativo. D'Artagnan digrignò i denti. "Silenzio, d'Artagnan!" impose Athos "io mi sono incaricato di tutto; spetta dunque a me interrogare Grimaud." "Dov'è?" chiese poi al servo. Grimaud stese la mano in direzione della Lys. "Lontano di qui?" domandò Athos. Grimaud fece vedere al padrone il suo indice ripiegato. "Sola?" domandò Athos. Grimaud accennò di sì. "Signori" disse Athos "ella è sola a mezza lega da qui, in direzione del