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senza aggiungere sillaba.   Porthos e Aramis si scambiarono un'occhiata perché non capivano   nulla della sicurezza di Athos. Lord Winter credette che avesse   parlato così per addormentare il dolore di d'Artagnan. "E ora,   signori" disse Athos quando si fu assicurato che nell'albergo c'erano cinque camere disponibili "ritiriamoci ciascuno nella nostra stanza; d'Artagnan ha bisogno di essere solo per piangere e voi per   dormire. Io m'incarico di tutto, state tranquilli." "Mi sembra tuttavia   che se si deve prendere qualche misura contro la contessa, la cosa   riguardi me" disse Winter "è mia cognata." "Ma è anche mia   moglie!" ribatté Athos. D'Artagnan trasalì, poiché comprese ch'era   sicuro della vendetta, visto che svelava un simile segreto; Porthos e   Aramis si guardarono impallidendo; lord Winter pensò che Athos   fosse impazzito. "Andate dunque ognuno nelle vostre stanze" disse   Athos "e lasciatemi fare. Vedete bene che, nella mia qualità di   marito, la cosa riguarda me. Soltanto, d'Artagnan, se non l'avete   perso, datemi quel foglio che è sfuggito dal cappello di quell'uomo e   sul quale era scritto il nome della città." "Ah, ora capisco " disse   d'Artagnan "scritto dalla sua mano…" "Vedi bene" disse Athos "che   c'è un Dio in cielo!"

   Capitolo 64 L'UOMO DAL MANTELLO ROSSO

   La disperazione di Athos aveva ceduto il posto a un dolore   concentrato, che rendeva più lucide le brillanti facoltà del suo   spirito. Tutto preso da un solo pensiero, quello della promessa che   aveva fatto e della responsabilità che si era assunto, egli si chiuse   per ultimo in camera sua, pregò l'oste di fornirgli una carta della   provincia, si curvò su di essa, interrogò le linee tracciate, riconobbe   che quattro differenti strade andavano da Béthune a Armentières e   chiamò i domestici. Planchet, Grimaud, Mousqueton e Bazin si   presentarono e ricevettero ordini chiari.

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