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Tréville" disse il Cardinale "fatemi avere quel tovagliolo, ve ne prego! Vi farò ricamare tre gigli d'oro e lo darò alla vostra compagnia come gagliardetto." "Monsignore" disse il signor di Tréville "sarebbe una ingiustizia verso le guardie; il signor d'Artagnan non fa parte della mia compagnia, ma di quella del signor Des Essarts." "Ebbene, prendetelo nella vostra" rispose il Cardinale. "Non è giusto che quattro valorosi soldati legati da una così salda amicizia non servano nella stessa compagnia." La sera stessa, il signor di Tréville dette questa lieta notizia ai tre moschettieri e a d'Artagnan, invitandoli tutti a colazione per il mattino seguente. D'Artagnan era fuori di sé dalla gioia. Si sa che quello di essere moschettiere era stato il sogno di tutta la sua vita. Anche i tre amici erano molto contenti. "Hai avuto una meravigliosa idea, parola d'onore!" disse d'Artagnan ad Athos "e, come avevi predetto, abbiamo conquistato la gloria e potuto tenere una conversazione della più alta importanza." "E che ora potremo riprendere senza destare sospetti, poiché d'ora innanzi, per grazia di Dio, saremo considerati come seguaci del Cardinale." La sera stessa, d'Artagnan andò a presentare i suoi omaggi al signor Des Essarts e a comunicargli l'avanzamento ottenuto. Il signor Des Essarts, che amava molto d'Artagnan, gli offrì d'aiutarlo in tutto quanto poteva, giacché quel cambiamento di corpo avrebbe portato con sé nuove spese per l'equipaggiamento. D'Artagnan rifiutò, ma, trovando buona l'occasione, lo pregò di far stimare il suo diamante che gli consegnò dicendo che desiderava venderlo. Il giorno dopo, alle otto del mattino, il cameriere del signor Des Essarts entrò da d'Artagnan e gli consegnò un sacchetto d'oro contenente settemila lire. Era il prezzo del diamante della Regina.
Capitolo 48 AFFARI DI FAMIGLIA