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la porta della camera in cui erano i moschettieri e trovò Porthos e Aramis che giocavano accanitamente ai dadi. Con un rapido colpo d'occhio osservò ogni angolo della sala e notò che uno dei suoi uomini mancava. "Che ne è stato del signor Athos?" domandò. "Monsignore" rispose Porthos "il signor Athos è andato in esplorazione perché qualche parola del nostro albergatore gli ha fatto sospettare che la strada non fosse sicura." "E voi, signor Porthos, che cosa avete fatto?" "Ho guadagnato cinquanta pistole ad Aramis." "E ora potete tornare insieme con me?" "Siamo agli ordini dell'Eminenza Vostra." "A cavallo, dunque, signori, perché si fa tardi." Lo scudiero era alla porta e teneva il cavallo del Cardinale per la briglia. Un po' più lontano, nell'ombra, si scorgeva un gruppo di due uomini con tre cavalli; i due uomini erano quelli che dovevano condurre Milady al forte di La Pointe e vegliare al suo imbarco. Lo scudiero confermò al Cardinale ciò che i due moschettieri avevano già detto a proposito di Athos. Il Cardinale approvò col gesto e riprese la strada con le stesse precauzioni della prima volta. Lasciamolo seguire il suo cammino, protetto dallo scudiero e dai due moschettieri, e torniamo ad Athos. Per un poco egli aveva cavalcato con la stessa andatura, ma, una volta fuori di vista, aveva gettato il cavallo a destra, aveva fatto un giro ed era tornato a una ventina di passi, nel bosco ceduo, a spiare il passaggio del piccolo drappello. Avendo riconosciuto i cappelli dei suoi compagni e le frange dorate del mantello di Cardinale, aspettò che i cavalieri avessero girato l'angolo della strada e, dopo averli perduti di vista, tornò di galoppo all'albergo che gli fu aperto senza difficoltà. L'albergatore lo riconobbe. "Il mio ufficiale" disse Athos "ha dimenticato di fare alla signora del primo piano una raccomandazione importante e mi ha mandato perché rimedi alla sua dimenticanza." "Salite"