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duecento pistole su questo affare. Andate a dirgli che l'anello è suo e tornate con le duecento pistole." "Riflettete, Athos." "Di questi tempi il denaro è scarso, bisogna saper sacrificarsi. Andate, d'Artagnan, andate; Grimaud vi seguirà col suo moschetto." Mezz'ora dopo, d'Artagnan tornò sano e salvo con le duemila lire. Fu così che Athos trovò, standosene in casa, risorse che non si aspettava.
Capitolo 39 UNA VISIONE
Alle quattro in punto, i quattro amici erano dunque riuniti in casa di Athos. Le loro preoccupazioni per l'equipaggiamento erano del tutto scomparse, e ogni viso non conservava più se non l'espressione delle proprie segrete inquietudini; giacché dietro ogni felicità attuale si cela un timore per l'avvenire. A un tratto entrò Planchet portando due lettere per d'Artagnan. Una era un piccolo biglietto piegato per il lungo e sigillato con un grazioso sigillo di cera verde sul quale era una colomba con un ramo nel becco. L'altra era una grande epistola quadrata su cui splendevano le armi terribili di Sua Eminenza il Cardinale-duca. Alla vista della letterina, il cuore di d'Artagnan dette un balzo, perché gli era parso di riconoscere la scrittura che pur avendola vista una sola vola gli era rimasta impressa indelebilmente nel cuore. Prese dunque la piccola lettera e l'aprì vivamente. "Mercoledì prossimo" diceva "dalle sei alle sette di sera, passeggiate sulla via di Chaillot e guardate attentamente entro le carrozze che passeranno, ma se tenete alla vostra vita e a quella di coloro che vi amano, non dite una parola, non fate un gesto che possa far supporre che avete riconosciuto colei che si espone ai maggiori pericoli pur di vedervi per un attimo." Non c'era firma. "E' un tranello" disse Athos "non andateci, d'Artagnan." "Eppure" disse d'Artagnan "mi par di riconoscere la scrittura." "Forse è falsificata"