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con uno slancio di cui essa stessa fu stupita;   "venite domani a casa mia. Voi siete il figlio di mia zia, mio cugino   dunque; arrivate da Noyon in Piccardia, avete molti processi a   Parigi e non avete un procuratore. Vi ricorderete di tutto questo?"   "Perfettamente, signora." "Venite all'ora del pranzo." "Benissimo."   "E non traditevi davanti a mio marito che, nonostante i suoi   settantasei anni, è furbissimo." "Settantasei anni! Caspita! Che   bell'età" riprese Porthos. "Che grave età, vorrete dire, signor   Porthos. Tanto che il povero, caro uomo può lasciarmi vedova da un   momento all'altro" continuò la procuratrice guardando Porthos con intenzione. "Fortuna che per contratto matrimoniale ci siamo fatto   dono reciproco di tutto il nostro avere." "Di tutto?" disse Porthos.   "Di tutto." "Siete una donna previdente, lo vedo, mia cara signora   Coquenard" disse Porthos stringendole le mani con tenerezza.   "Siamo dunque riconciliati, caro signor Porthos?" disse la   procuratrice, vezzeggiando. "Per la vita" rispose Porthos con lo   stesso tono. "Arrivederci dunque, mio traditore." "Arrivederci, mia   cara dimentica." "A domani, angelo mio!" "A domani, fiamma della   mia vita!"   

   Capitolo 30 MILADY

   D'Artagnan aveva seguito Milady senza che ella lo notasse; la vide salire in carrozza e la sentì dare al cocchiere l'ordine di andare a Saint-Germain. Era inutile cercare di seguire a piedi una vettura   tirata da due vigorosi cavalli. D'Artagnan tornò dunque in via   Féroux. In via 'de Seine', incontrò Planchet che stava fermo davanti   alla bottega di un pasticciere e sembrava in estasi davanti a un   pane al burro dall'apparenza quanto mai appetitosa. Gli ordinò di   andare a sellare due cavalli nelle scuderie del signor di Tréville, uno   per lui, d'Artagnan, e uno per sé, e di venire a raggiungerlo in casa   di Athos. Il signor di

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