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fatta, uscì correndo. Nel   corridoio incontrò la signora Bonacieux che lo aspettava e che con   le stesse precauzioni e uguale fortuna lo ricondusse fuori dal   Louvre.

   Capitolo 13 IL SIGNOR BONACIEUX

   Come abbiamo potuto notare fin qui, nel succedersi degli   avvenimenti, c'era un personaggio del quale, nonostante la sua   situazione precaria, tutti si preoccupavano assai poco e questo   personaggio era il signor Bonacieux, martire degli intrighi politici e   amorosi che si incatenavano gli uni agli altri in quell'epoca insieme   cavalleresca e galante. Per fortuna - se ne ricordi o no il lettore -   per fortuna noi abbiamo promesso di non perderlo di vista. Gli   staffieri che lo avevano arrestato lo condussero direttamente alla   Bastiglia dove, tremante di paura, lo fecero passare davanti a un   plotone di soldati che stava caricando i moschetti. Poi lo   introdussero in una galleria semisotterranea dove fu oggetto delle   più grossolane ingiurie e dei più feroci maltrattamenti. Vedendo che   non avevano a che fare con un gentiluomo gli sbirri lo trattarono   come un vero pezzente. Dopo circa mezz'ora, un cancelliere venne   a metter fine alle sue torture ma non alle sue inquietudini, poiché   ordinò che il signor Bonacieux fosse condotto nella camera degli interrogatori. Di solito i prigionieri venivano interrogati nelle loro celle, ma al signor Bonacieux non usarono neppure questa cortesia.   Due guardie s'impadronirono del merciaio, gli fecero attraversare   un cortile, lo fecero entrare in un corridoio in cui erano tre   sentinelle, aprirono una porta e lo spinsero in una camera bassa,   dove, per tutta mobilia, non c'erano che un tavolo, una sedia, e un   commissario che occupava la seggiola e scriveva sul tavolo. Le due   guardie condussero il prigioniero davanti al tavolo, e a un cenno del   commissario s'allontanarono tanto da

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