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per me" disse lo sbirro "accetto con riconoscenza." "Dunque alla vostra salute, signor… come vi chiamate?" "Boisnerard." "Signor Boisnerard!" "Alla vostra, signor mio: e, a vostra volta, come vi chiamate?" "D'Artagnan." "Alla vostra, signor d'Artagnan!" "E soprattutto a quella" gridò d'Artagnan come trasportato dall'entusiasmo "del Re e di monsignor Cardinale." Il capo degli sbirri avrebbe forse dubitato della sincerità di d'Artagnan se il vino fosse stato cattivo, ma siccome era ottimo, non ebbe dubbi. "Ma che razza di porcheria avete combinato?" disse Porthos quando l''alguazil' in capo ebbe raggiunto i suoi compagni, e i quattro amici si trovarono soli. "Vergogna! Quattro moschettieri lasciare arrestare in mezzo a loro un disgraziato che grida aiuto! Un gentiluomo trincare con uno sbirro!" "Porthos" disse Aramis "Athos ti ha già detto che sei uno sciocco e io la penso come lui. D'Artagnan, sei un grande uomo, e quando avrai il posto del signor di Tréville vorrai proteggermi, spero, e farmi avere un'abbazia." "Non ci capisco più nulla" disse Porthos; "voi approvate ciò che d'Artagnan ha fatto?" "Perbacco se lo approvo" disse Athos "non solo approvo ciò che ha fatto, ma me ne congratulo con lui." "E ora, signori" concluse d'Artagnan senza perder tempo a spiegare a Porthos il suo modo di agire "tutti per uno e uno per tutti, è questa la nostra divisa, non è vero?" "Però…" disse Porthos. "Stendi la mano e giura!" gridarono insieme Athos e Aramis. Vinto dall'esempio, ma brontolando piano, Porthos stese la mano, e i quattro amici ripeterono ad una voce la formula dettata da d'Artagnan: "Tutti per uno, uno per tutti." "Benissimo; e ora, ognuno a casa propria" disse d'Artagnan come se nella sua vita non avesse fatto altro che comandare "e state attenti perché da questo momento siamo alle prese col Cardinale."
Capitolo 10 UNA TRAPPOLA DEL DICIASSETTESIMO SECOLO